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In Libro/ Recensioni

Deathdate di Lance Rubin.

Titolo: Deathdate di Lance Rubin.
Titolo originale: Denton Little’s Deathdate.
Pagine: 336.
Editore: DeAgostini.
Collana: Le gemme.
Trama: “Denton Little ha diciassette anni e una sola certezza: morirà la notte del ballo di fine anno. Ma – escluso il pessimo tempismo – nulla di strano. Perché il mondo di Denton funziona così: tutti conoscono la data della propria morte, e tutti aspettano il fatidico momento contando i minuti. Per questo, fino a oggi, la vita di Denton è stata piuttosto normale: la scuola, gli amici e Taryn, la fidanzata. Ma ora mancano due giorni al ballo… e Denton sente di non avere più un secondo da sprecare. Non soltanto perché vuole collezionare più esperienze possibili in meno di quarantotto ore – la prima sbronza, la prima volta, e il primo tradimento – ma anche perché le cose sembrano essersi improvvisamente complicate. Chi è l’uomo sbucato fuori dal nulla che dice di avere un messaggio da parte di sua madre, morta ormai da molti anni? È soltanto un pazzo? E allora perché suo padre ha iniziato a comportarsi in modo tanto bizzarro? D’un tratto le ultime ore di Denton Little si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità. E forse di una via d’uscita.”

Recensione: “All’inizio non volevo continuare a leggerlo, non per qualcosa contro il libro. Ma per il tema principale: la morte. E’ un argomento che non mi piace, odio parlare di morte, quindi ammetto di aver fatto fatica all’inizio. Però, ho fatto una cosa che di solito odio: ho guardo avanti e mi son fatta spoiler. E ho visto che effettivamente c’entrava qualcosa il governo e tutto e allora l’ho continuato. Ho fatto bene, perché il libro mi è piaciuto molto e adesso aspetto il secondo. E’ terribile pensare ad una cosa del genere, a sapere la data di morte? Ma scherziamo? Chi è che la vuole sapere? E’ atroce come cosa, atroce. Ma in questo mondo creato da Lance Rubin, quasi tutti la conosco. Molti per fortuna no. In questo mondo sembra quasi normale saperla, ma così non è. C’è chi come Denton non pensa che sia bello saperlo, che non pensa che gli sia servito qualcosa a saperlo, per niente. Perché ha paura, non vuole morire, ha dovuto anche vivere condizionato in questo modo. Molte cose non le ha fatte pensando che tanto non avrebbe fatto in tempo a finirle. E quindi questa cosa l’ha anche condizionato. Ma poi succede qualcosa di strano. Qualcosa che fa capire che qualcosa non va. Che forse ha una possibilità.
Molti pensano che certi momenti siano irreali. Bè, sono di sicuro irreali nel nostro mondo e si, per me sono assurdi nel senso che mi chiedo come facciano a vivere così? A pensare che sia normale. Che sia tutto okay sapere la propria data di morte. Ma nel mondo che ha creato l’autore, non sono irreali come scene e frasi, perché sono anni che vivono in quel modo, con quelle tradizioni, e per loro in teoria sono normali come frasi. Anche se la sua famiglia e il suo migliore amico e altri amici, non vogliono certo che muoia. Quindi qualcuno che non trova proprio bella questa cosa, c’è.
Come storia è originale, non ho mai letto una cosa del genere e la consiglio.
Scritta il 6 dicembre 2016.
Voto: 5/5.”