Il fantasma del lettore passato di Desy Icardi.

“Sin da bambino, l’avvocato aveva maturato la consapevolezza che i libri meritevoli di essere letti erano decine di migliaia mentre lui era uno soltanto e, al contrario dei grandi capolavori letterari, non era neppure immortale.”

Titolo: Il fantasma del lettore passato (#1.5) di Desy Icardi.
Pagine: 46.
Editore: Fazi Editore.
Trama: “I protagonisti de L’annusatrice di libri tornano in questo racconto natalizio vivace ma anche commovente, particolarmente adatto a queste strane Feste.

Cosa farà l’avvocato Ferro la notte di Natale? Riuscirà a stare senza libri fino a dopo Santo Stefano rispettando un fioretto fatto suo malgrado?
E Madama Peyran?
Festeggerà come ha in mente da tempo facendo una sorpresa ad Adelina?

Torino, dicembre del 1959.
In libreria si aggirano strani figuri: l’avvocato Ferro è contrariato dalla frenesia natalizia che si è impossessata della gente e gli impedisce di chiacchierare amabilmente, come d’abitudine, con il suo libraio di fiducia. Ovunque c’è aria di festa ma l’ottantottenne bibliofilo vorrebbe solamente starsene a in casa a leggere tutto il giorno, tra gli adorati libri che continua a collezionare compulsivamente. I suoi piani però verranno sconvolti da un invito inaspettato e da un libro che lo metterà faccia a faccia con il suo spirito di lettore…”

“La gente a Natale diventava così sensibile… Non sufficientemente sensibile da rispettare il tempo altrui, ovviamente, ma abbastanza da offendersi per un invito declinato!”

Recensione: “Iniziare la lettura di questa breve storia, vuol dire intraprendere un viaggio per una delle vie più famose di Torino.
Un viaggio nel passato, più precisamente nella Torino di fine anni ’50.
Avrete la sensazione di vedere un qualcosa di già visto di recente dai vostri occhi, perché le strade sono ancora quelle.
L’atmosfera frenetica che pervade quella via durante le feste natalizia è la stessa oggi così come allora.
Avrete quindi la sensazione di essere catapultati indietro nel tempo, camminerete a fianco dell’avvocato Ferro, alla costante ricerca di una via di fuga da tutta quella gente accalcata, nella perenne corsa contro il tempo per acquistare gli ultimi regali di natale o addirittura ancora da incominciare.
Con la coda dell’occhio noterete un signore anziano, avvolto nel suo vecchio cappotto per ripararsi dal gelido freddo Torinese, con un basco calcato per bene fino alle sopracciglia, come per tenersi al riparo dallo sguardo della gente e non solo dal freddo.
Il suo unico obbiettivo e entrare in libreria, lasciarsi avvolgere dal meraviglioso e rassicurante profumo dei libri e se possibile conversare con il librario.
Cosa che gli risulta subito chiaro essere impossibile, in quel tardo pomeriggio del 20 dicembre del 1959, perché la libreria è piena di avventori dell’ultimo minuto.
Avventori che per la maggior parte non hanno mai sfogliato neanche una pagina nel corso della loro vita, che riempiono il librario di domande assurde e pretendono consigli per regalare libri a persone di cui non conoscono minimante i gusti e non sanno neanche se essi siano lettori.
Questo fatto farà storcere il naso e borbottare il nostro all’apparenza scorbutico avvocato Ferro, che si domanderà che senso abbia regalare un libro a qualcuno, senza sapere se quest’ultimo effettivamente sia un lettore o meno.
Si dispiacerà per quel povero libro, che verrà sicuramente abbandonato da qualche parte in casa e dimenticato.
E voi lettori, come osservatori nascosti dietro uno degli scaffali di questa bellissima libreria, osserverete quale sarà il piano della sua serata.
Quello di leggere i suoi nuovi amati libri appena acquistati.
Riuscirà a passare la serata a leggere?
Oppure una vicina scombinerà i suoi piani mettendogli sensi di colpa, per un apparente dimenticanza di una cena prenatalizia?
Ma soprattutto, riuscirà a superare la sfida assurda che la vicina gli ha proposto?
Di riuscire a non acquistare libri fino a natale e godersi così solo l’atmosfera natalizia da cui lui tanto sfugge?
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Una lettura veloce, scorrevole e coinvolgente.
Questa è una novella sequel di “L’annusatrice di libri”, ma può essere letta anche come storia a se.
In effetti, personalmente devo ancora leggere il romanzo principale e questa storia non ha fatto altro che invogliarmi ancora di più.
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E’ impressionante la sensazione che ho percepito mentre leggevo, essendo io Torinese di nascita e conoscendo bene quella via, avevo la sensazione di averlo percepito.
Di essere li in quel momento a passeggiare e aver percepito la sua presenza accanto a me per quelle strade.
Mi sono immersa completamente nella storia, perché conosco quelle vie, conoscevo quella libreria in via Garibaldi 23, la Libreria Paravia.
Ci sono passata di fronte molte volte e adesso, ogni volta che ci penserò, sicuramente penserò a questa storia e ai personaggi.
Tutto questo grazie alla penna incredibile di Desy Icardi, che è riuscita a trascinarmi con poche pagine nella sua storia.
Ho amato potermi immergere completamente a 360° grandi nella storia, avere la sensazione concreta di essere li, e non soltanto immaginandolo.
Perché conosco quelle vie, quella libreria, ci sono passata davanti tante volte e ogni volta mi fermavo incantata ad osservare la vetrina così piena di libri.
Ogni volta sentivo quel meraviglioso e rassicurante profumo di carta e inchiostro che mi avvolge ogni volta che entro in una libreria.
Ho amato ritrovarmi nella maggior parte delle sue sensazioni da lettore, essendo una lettrice, comprendevo durante la lettura la voglia di voler sedersi sulla poltrona, aprire un libro e lasciarsi avvolgere completamente dalla lettura.
Comprendevo lo sdegno di sentire persone che regalavano libri solo per farsi vedere, solo per farsi belli agli occhi del destinatario del romanzo o libro in questione.
Senza chiaramente aver mai letto in vita propria.
Comprendevo lo sdegno nel sentire di persone che non sapevano andare alla ricerca della lettura perfetta da regalare, perché non sapevano nemmeno se il destinatario fosse un lettore o meno.
Regalare un libro a qualcuno, è un gesto molto importante e non andrebbe rovinato con l’acquistare una delle tante nuove uscite che catturano l’occhio appena entrati in una libreria.
Ma dovrebbe essere una ricerca alla storia perfetta, più adatta alle corde del destinatario.
Per me regalare un libro è un gesto di grande affetto e non va preso a cuor leggero.
Se la persona in questione è un lettore, si accorgerà se è stata una scelta attenta, curata, ricercata.
Se non è un lettore, penserà che non sapevi cosa regalargli e quel libro finirà a prendere polvere nel dimenticatoio.
E da lettrice, è brutto immaginare un romanzo buttato chissà dove a prendere polvere.
E’ ho compreso la voglia di fuggire via da quell’atmosfera.
Personalmente non sento mai l’atmosfera natalizia, in parte perché non credo, quindi dal lato religioso non la percepisco mai.
In parte perché non ho mai apprezzato la forzatura da parte di alcuni di stare per forza tutti insieme, solo perché è dicembre e ci sono le vacanze in arrivo.
Non sopporto l’ipocrisia e la falsità che pervade in molte occasioni.
Se alcune persone non si apprezzano durante il resto dell’anno, perché magicamente dovrebbero apprezzarsi a dicembre?
Non comprendo sinceramente, e capisco il punto di vista del protagonista e la sua voglia di passare una serata a leggere, piuttosto che in mezzo a persone in modo forzato.
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Voto: 5/5.”

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