Il libro bianco perduto. The Eldest Curses 2. Shadowhunters di Cassandra Clare e Wesley Chu.

“Ehi” fece Simon, sulle difensive. “Il nostro Alec, qui, è il fondatore dell’Alleanza fra Nascosti e Shadowhunters. Lui ha il pass da Nascosto.”

Titolo: Il libro bianco perduto. The Eldest Curses (#2) Shadowhunters di Cassandra Clare e Wesley Chu.
Titolo originale:
Pagine: 360.
Editore: Mondadori.
Trama: “Tutto sembra procedere anche troppo bene per Magnus Bane e Alec Lightwood, quasi sorpresi per la quiete e la felicità che la vita sta regalando loro, freschi genitori di Max, un bambino stregone di nemmeno un anno. Per sgretolare l’idillio, però, è sufficiente che due vecchie conoscenze di Magnus irrompano nottetempo nel loro bellissimo loft newyorchese, feriscano al petto lo stregone con un’insolita arma e rubino il Libro Bianco, la raccolta di incantesimi più potente in circolazione. A quel punto, Magnus e Alec non hanno scelta: sanno che devono tentare il tutto per tutto per riprendersi il prezioso volume. E per farlo saranno costretti a seguire i ladri fino a Shanghai. Prima, però, dovranno chiamare rinforzi e soprattutto… trovare una babysitter. In loro aiuto accorrono subito Clary, Jace, Isabelle e Simon Lovelace, da pochi mesi uno Shadowhunter a tutti gli effetti. Una volta a Shanghai, però, il sestetto si rende subito conto che una minaccia ancora più oscura li sta aspettando. E che, poiché i poteri di Magnus, a causa della ferita subita la notte del furto, stanno diventando sempre più instabili, potrebbero non essere capaci di arrestare l’avanzata dei demoni nella città. E se fosse davvero così, potrebbero essere costretti a seguirli fino al loro luogo d’origine, il regno dei morti. Ce la faranno Magnus, Alec e i loro amici a fermare la minaccia che si sta dispiegando sul mondo? E, soprattutto, riusciranno a tornare a casa prima che Max faccia impazzire la mamma di Alec?”

“Non devi fare il disinvolto con me. Io sono la persona con cui tu non avrai mai bisogno di fare il disinvolto.” (Alec)

Recensione: “Leggere “Il libro bianco perduto”, vuol dire avere la sensazione di tornare a casa.
Di rivedere dei vecchi amici che non si vedeva da molto tempo.
Perché è questo l’effetto che ogni volume di questa bellissima saga mi fa.
Sono molto legata ai personaggi della prima serie, cioè “The Mortal Instruments” e ritrovarli in questa serie è meraviglioso.
Non sono più adolescenti alle prese non solo con la lotta contro il male, i demoni e altri nemici così vicini, da essere mascherati da amici a volte.
Ma sono tutti adulti e alle prese con vicende da adulti, oltre alla continua lotta.
Finalmente Magnus e Alec hanno una famiglia tutta loro, una casa loro insieme al loro figlio Max, da poco adottato e che ha preso il nome del fratellino morto troppo presto di Alec.
Max è un piccolo stregone, alle prese con una magia che ancora non sa controllare ed è bellissimo e divertente vederli alle prese con lui.
Immaginatevi di andare a controllare vostro figlio mentre dorme, e di vederlo fluttuare sul soffitto.
Oppure di ritrovarvi continuamente coperte bruciate.
Una vita semplice e tranquilla da fin troppo tempo, molto strano per i loro standard e infatti una sera un evento stravolgerà questa quiete.
La famosa quiete prima della tempesta.
Un vecchio amico che credevano morto, si introduce nella loro casa insieme a una conoscenza recente che credevano avesse recepito il messaggio.
Si tratta di Ragnor Fell e Shinyun.
Ragnor che tutti credevano morto, ricompare e sembra comportarsi in modo strano.
Magnus è sicuro che sia controllato e manipolato da Shinyun e da chi lei lavora.
Ma non cambia il pericolo che faranno abbattere sulla loro teste.
Vogliono il libro bianco, uno dei più pericolosi libri di magia, e Magnus per salvare il figlio glielo cede.
Il problema è che vogliono trascinare nell’oscurità anche lui e così Shinyun lo ferirà con una strana, potente e pericolosa arma.
Tutto in questo in nome di Samael, uno dei Demoni Superiori più pericolosi della storia.
Se dovesse mai rimettere piede sulla Terra, sarebbe la fine per tutti.
A Magnus e Alec non resta che prendere e partire alla loro ricerca.
Alla ricerca del libro bianco perduto e in cerca di risposte per la strana ferita di Magnus e notizie sulla ricomparsa del Demone più pericoloso di tutti.
Ma non saranno soli in questa folle avventura, che Magnus ci creda o meno.
Che Magnus lo voglia o meno l’aiuto, tutto il gruppo partirà insieme a loro.
Inizierà così l’avventura per Shangai, alla ricerca di Ragnon Fell per aiutarlo e fermalo.
Alla ricerca di Shinyun per fermarla una volta per tutte, lei e il suo folle piano.
Riusciranno a trovarli?
Riusciranno a non creare incidenti internazionali?
Riusciranno a trovare una cura per Magnus?
Riusciranno a fermare l’avanzata del Demone più pericoloso in circolazione?
Finiranno nuovamente in una dimensione demoniaca e l’ultima volta non è andata a finire bene.
Chi pagherà il pegno questa volta?
Riusciranno a farcela nella dimensione demoniaca, senza perdere niente e nessuno?
Un colpo di scena dietro l’altro, porterà il lettore a stare con il fiato sospeso.
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In questa trilogia a loro dedicata, cioè principalmente a Magnus e Alec, riusciamo a vedere sempre di più dentro loro.
I loro sentimenti, i loro desideri, le loro paure.
Magnus in questi due romanzi fin’ora usciti di The Eldest Curses, si è mostrato di una vulnerabilità incredibile.
Alec è riuscito pian piano ad abbattere i suoi muri, così come Magnus con Alec.
Sono veramente perfetti, si completano in modo incredibile.
Uno riesce a rassicurare i timori dell’altro e abbattere tutti i muri.
Per Magnus le uniche persone con cui poteva essere se stesso prima di Alec, erano solo Catarina Loss, Ragnor Fell, Jem Cairstars e Tessa Gray.
Poi Alec è piombato nella sua vita come un meteorite, distruggendo tutte le sue difese.
Ma non solo, si è ritrovato circondato da nuovi amici veri e sinceri, che gli vogliono bene per quello che è realmente e se ne fregano del fatto che lui sia un Nascosto.
E’ così commovente vederlo ancora stupirsi dell’affetto del gruppo.
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Ho già apprezzato il primo volume, questo secondo ancora di più.
In questo volume percepiamo e leggiamo di come sia Alec che Magnus siano maturati sempre di più.
Quello che si nota di più è sicuramente Alec, essendo comunque un uomo di 21 anni in questo volume.
Mentre Magnus ne ha comunque 400 o 700, essendo immortale.
Eppure, anche lui nonostante l’età matura, perché finalmente capisce di potersi aprire.
Leggere questo romanzo, mi ha dato la sensazione di leggere un altro volume di The Mortal Instruments, perché ci sono tutti loro.
Tutti hanno fatto un percorso dalla saga originale a questo volume.
Tutti maturano, tutti crescono,
Quelli che sicuramente mostrano una maturazione più evidente, sono Simon, Clary e Alec.
Una delle cose che ho amato di più in questo secondo volume, è vedere finalmente molto di più i sentimenti più intimi di Magnus.
E scoprire qualcosa in più sui primi anni della sua vita e del suo legame con Ragnor Fell e Catarina Loss.
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In più, una cosa che continuo ad amare di questa storia, è che Cassandra Clare NON è mai ripetitiva.
E’ incredibile come in ogni nuova uscita, riesce sempre ad esplorare una parte inesplorata del suo enorme mondo.
In questo volume verremo a conoscenza del modo di vivere degli Shadowhunters e Nascosti a Shangai, del tutto diverso e allo stesso tempo quasi simile alla New York di adesso (2010 nel romanzo), grazie ad Alec.
Verrà esplorato al meglio il mondo magico degli Stregoni.
Vedremo finalmente Simon di più alle prese con il suo essere uno Shadowhunter.
Il suo essere il Parabatai di Clary.
L’unità sempre più forte del gruppo, con Magnus parte di esso.
Magnus e Alec sempre più innamorati e una bellissima famiglia con Max.
Nuove avventure sempre diverse, emozionanti, che tengono il lettore con il fiato sospeso.
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Man mano che si prosegue con le vicende di questo mondo, ci si rende conto anche della bravura e professionalità dell’autrice.
Si nota che sicuramente tiene una leggenda, degli appunti di tutti gli eventi, dei personaggi e di tutta la mitologia che ha creato nel corso degli anni.
Perché in dieci anni che sono immersa in questo mondo, non ho mai e dico mai trovato un errore, mai uno strafalcione, mai un incoerenza.
Questo vuol dire essere autrici.
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L’unica cosa che mi ha mandato in confusione, è l’eta di Magnus.
Non capisco se sia un errore di battitura nella nostra edizione Italiana (molto probabile. E’ già successo con un altro volume), dove invece di scrivere settecento anni, hanno scritto quattrocento o viceversa.
O se sia l’unico “errore” dell’autrice.
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Voto: 5/5.

Riflessioni

Molte persone non stanno apprezzando questo trilogia, di cui il terzo deve ancora uscire.
O in generale gli ultimi volumi.
Secondo loro Cassandra sta allungando la storia.
Non sono per niente d’accordo, per quanto riguarda i seguiti in generale, non sono uguali.
Evidentemente in molti dicono così, ma non li avranno neanche sfogliati.
Lo dicono solo per il numero dei volumi.
Non comprendono che in realtà l’autrice ha in testa questa trilogia dai Malec, da anni.
Sono anni che lei voleva mettere nero su bianco le idee che aveva in testa, ma erano altri tempi.
E quattordici anni fa era molto più difficile poter scrivere in modo tranquillo, libero e esplicito di coppie facenti parte del mondo LGBT/LGBTQ.
Con esplicito intendo anche un casto bacio.
Perché già durante la stesura della prima saga, le è stato impedito di scrivere certe scene.
Quindi ha dovuto limitare alcune scene Malec, perché qualcuno avrebbe cercato di boicottare la sua storia.
Tra i librai, bibliotecari ecc… dell’epoca.
Infatti, si nota la differenza tra la prima trilogia di The Mortal Intruments, dove sono si presenti, ma di meno rispetto alla seconda trilogia sempre di The Mortal Instruments, dove ci sono più scene loro.
E questa trilogia, racconta sia momenti ambientati a quei tempi, per esempio il primo.
Cioè “La mano scarlatta”, che va ad inserirsi se non ricordo male durante “Città di cenere”.
Mentre questo secondo volume, è già ambientato tre anni dopo la fine di “Città del fuoco celeste”.
Sono molto curiosa del terzo romanzo e spero esca presto.
Già mi mancano come personaggi.

“Sei il mio cuore, Magnus Bane. Resta intatto, per me.”

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