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Il mio mal di testa di Diana Errico.

Titolo: Il mio mal di testa di Diana Errico.
Pagine: 106.
Editore: Milena Edizioni.
Collana: LGBT.
Trama: “Sara soffre di mal di testa da quando è nata. Un dolore con il quale fa i conti ogni giorno della propria vita, che le assorbe le energie e filtra ogni suo contatto sociale. Con un padre violento e una madre evanescente, trova conforto per i dolori del suo corpo e quelli della sua anima in Floriana, una seducente donna legata a doppio filo alla sua famiglia: con lei scopre la passione e quella gioia di vivere che le era sempre mancata. Quando la sorte mette le due donne davanti a un bivio, Sara è costretta a rivedere le sue priorità. E a cominciare ad amarsi, a prescindere dall’abbraccio di Floriana.”





Recensione: “Un romanzo breve che sa catturare grazie al suo stile fluido e scorrevole.
La lettura cattura il lettore fin dalle prime righe, è impossibile non entrare in empatia con una persona che soffre fin da piccola, di grossi enormi mal di testa.
Non mal di testa normali, quelli che vengono a chiunque magari per lo stress, per le ore di sonno perse o per qualsiasi altro motivo.
Sara soffre proprio di una patologia che solamente in età adolescenziale gli verrà riconosciuta da un medico.
Questa condizione le condiziona letteralmente la vita.
E’ costretta a saltare giorni di scuola e vari eventi importanti nel corso degli anni, e quasi nessuno crede al suo enorme dolore, alcuni pensano che finga, altri che esagera e non fanno altro che allontanarla e lei si sente sola, in un mondo che non la capisce.
Con una famiglia orrenda alle spalle e con una mancanza di affetto che le pesa addosso.
Questa solitudine la porterà a fare scelte sbagliate da adolescente, come cercare la compagnia di Riccardo, che lei pensa di amare e invece così non è.
Che la tratta male e solo dopo se ne rende conto.
Con alle spalle un padre violento verso la madre e una madre assente, e quei continui mal di testa, ci mette un po’ a realizzare cosa vuole dalla vita e cosa sia giusto.
Subisce una violenza da Riccardo, che non si ferma quando lei non riesce a muoversi per via del mal di testa che era talmente forte, da non avere letteralmente la forza di muoversi.
Diceva no, ma lui non si è fermato, pensando fosse suo diritto farlo.
E’ una storia triste, forte, per niente leggera e si ha la sensazione che Sara si stia confidando con voi mentre state sedute vicine, magari prendendo un caffè caldo per scaldarsi e mettersi a proprio agio.
Perché è un racconto/romanzo breve, ma essendo solo dal suo punto di vista, si riesce a scoprire abbastanza tutto.
Posso capire e comprendere la sua paura di restare sola per sempre e quindi di accettare affetti intorno a se un po’ sbagliati, sbagliati perché l’affetto dev’essere sincero e da entrambe le parti e non ferire.
Posso capire anche il suo infatuarsi per Floriana, ma non capisco il comportamento di Floriana.
Anche se non sono zia e nipote di sangue, lei è più grande di lei di tanti anni.
Ma non è neanche l’età il problema, il fatto è che l’ha letteralmente vista quando era neonata, bambina e man mano crescere.
Non si sono conosciute una volta adulte, non hanno la stessa età, ho trovato questa cosa abbastanza sbagliata, per non usare altri termini.
Anche il fatto che Floriana vuole sempre tenere tutto nascosto, fa capire che lei stessa sa che è sbagliato.
Non è un amore sano secondo me, Sara ha di nuovo scelto di far vincere la sua paura di restare sola.
Non riesco a concepire come Floriana abbia mai potuto fare certi pensieri su di lei, sinceramente non riesco e non mi è piaciuta questa cosa.
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Le cose che ho apprezzato sono il fatto di parlare di questa malattia, di questo problema.
Sembra che qua in Italia sia un tabù parlare di malattie, ma è giusto informare le persone dell’esistenza di certe malattie.
L’emicrania è una malattia, a differenza di quello che in molti pensano.
Una malattia che condiziona la vita di chi ne soffre.
Ho apprezzato un solo punto di vista, fondamentale in un romanzo così breve.
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Non ho apprezzato Floriana, l’ho trovata volgare e non ho apprezzato il suo comportamento.
Floriana sapeva quello che la sorella adottiva passava e non ha fatto nulla per aiutarla, nulla.
Non ha fatto altro che darle della stupida, dell’incapace, quando lei avrebbe davvero potuto aiutarla.
Portava le sue conquiste nella stessa camera che condivideva con Sara, obbligando Sara a dover stare in attesa di portare rientrare in camera sua.
Un comportamento continuamente volgare e sboccato.
Ho trovato disgustoso sia una frase che dice dopo un primo loro momento intimo, sia il fatto che dice che più la vedeva crescere, più la desiderava.
Sara era in un momento difficile, condizionata non solo dalle continue emicranie, ma anche dalle vicende familiari e lei se n’è approfittata, è più grande di lei, avrebbe dovuto rifiutarla e farla tornare in se.
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Sara ha capito di non essere attratta dagli uomini ma dalle donne, Floriana avrebbe dovuto aiutarla a capire completamente se stessa, ad accettarsi e aiutarla a cercare una donna che l’amasse per davvero.
Per me Floriana si approfitta di Sara, della sua situazione, della sua solitudine e della sua mancanza di affetto intorno a se.
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Il finale vi sorprenderà, perché non è come sembra.
Il mio voto è di 3.5/5.

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