Interval di Kaname Itsuki. (Non leggete questo manga!).

Titolo: Interval di Kaname Itsuki.
Titolo originale: Interval.
Pagine: 168.
Editore:
Trama: “Kashiwagi Ayumu ha messo da parte i suoi sentimenti segreti per il suo compagno di classe Shinohara Takahito. Un giorno il suo senpai dell’ attivita del club di salto in alto, Sawatari Atsushi, si rende conto del sentimento che prova Ayumu e, per noia, cerca di abusarne contro la sua volontà. Sawatari sembra essere un ragazzo dal cuore freddo, ma improvvisamente, rivela la sua tenerezza alla resistenza di Ayumu.”
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Già la trama è agghiacciante!

Recensione: (Attenzione, parole forti!).
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“Qualche giorno fa spulciando tra le letture arretrate, mi è caduto l’occhio su questo manga.
Sul momento non ricordavo di averlo già iniziato, ma andando su Goodreads per aggiornare lo status di lettura, mi sono resa conto che l’avevo già iniziato nel lontano 2013, per poi abbandonarlo subito poco dopo.
Sul momento, non ricordando assolutamente nulla, mi sono chiesta il motivo di questa mia scelta di otto anni fa.
Ho trovato la mia risposta ricominciando la lettura, più proseguivo con le primissime pagine, più mi rendevo conto del motivo per cui la me ventenne aveva deciso di chiudere questo volume e non aprirlo mai più.
La me ventottenne di adesso, ha fatto la stessa cosa.
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Ammetto di aver fatto fatica a proseguirne la lettura, volevo seriamente chiudere nuovamente questo volume e gettarlo il più lontano possibile dalla mia vista.
Ma ho deciso di proseguire per poter avere il quadro completo e poter così con sicurezza dirvi di NON leggerlo.
NON acquistatelo e farete un favore a voi stessi.
Alla fine sono stata costretta a interromperlo nuovamente, ho proseguito leggermente di più rispetto a otto anni fa, ma dopo la pagina 75 su 168, ho guardato solo le scan e poi ho letto qualche pagina alla fine per comprendere.
Ed è schioccante quello che ho letto.
Ma veramente hanno pubblicato nel lontano 2008 una cosa del genere?
Chi mi segue da anni, sa che solitamente NON uso mai parole pesanti, parolacce o brutte parole per recensire in modo negativo un romanzo o un manga o altro che sia.
Dico sempre la mia opinione in modo educato, gentile, cortese, spiegando i vari motivi che mi hanno portato a non apprezzare quella determinata storia.
Ma con questo volume prima di spiegarvi i motivi, permettetemi per una volta di uscire dagli schemi, di uscire dall’educazione e dalla gentilezza e dirvi che questa storia fa schifo.
Si, avete letto bene e se volete sapere il perché, proseguite con questa mia recensione.
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Il lettore si trova immerso immediatamente nella vita dei personaggi.
Non ci vengono presentati pian piano, non ci viene presentato il loro passato, il loro legame, i loro pensieri o dove abitano.
Troviamo subito il protagonista Ayumu circondato dai suoi amici, mentre parlano delle cose tipiche degli adolescenti.
Parlano della scuola, delle proprie passioni e il lettore ha fin da subito la sensazione di essere un osservatore esterno, nascosto in un angolo a cercar di capire chi essi siano.
Ci rendiamo subito conto che Ayumu è innamorato del suo migliore amico, ma questi sentimenti li tiene per se, perché sa che non sarà mai ricambiato in quel senso e non vuole assolutamente perdere la sua amicizia.
Quindi questi sentimenti non li esternerà mai.
Finchè un giorno il suo Senpai Sawatari, si renderà conto dei sentimenti di quest’ultimo. (Ayumu nei confronti del migliore amico).
Si renderà conto che lui ama i ragazzi, quindi è omosessuale, da quel momento in poi inizieranno fin da subito violenze sia verbali che fisiche.
Verbali in quanto chiaramente deride il suo essere omosessuale.
Verbali in quanto gioca con le paure di Ayumu, gioca con il suo terrore cieco che qualcuno, soprattutto il suo migliore amico, possa scoprire chi è veramente.
Cosa sente veramente e si diverte a spaventarlo, a terrorizzarlo e fargli e farsi fare tutto quello che vuole.
Se dopo queste righe state iniziando ad avere i brividi, tenetevi forti, perché si, è quello che state sicuramente pensando.
Fisiche, in quanto per schernirlo, per fargli del male, per fargli pagare questa sua “colpa” ai suoi occhi, inizierà contro la volontà di Ayumu ha toccarlo, ad accarezzarlo, a baciarlo, fino a violentarlo.
Si, avete intuito bene.
Sawatari violenta Ayumu.
Una delle prime azioni orribili che compie, è quello di spingerlo dentro questo sgabuzzino (così sembra), scoprire le sue parti intime e usare la mano, potete immaginare cosa fa.
In altre occasioni, usa nuovamente la mani nelle sue parti intime, fino a prenderlo con la forza.
Non voglio scendere nei dettagli delle scene, primo perché sono veramente schifata dalla violenza e da come l’autrice sembra quasi voler normalizzare questi atti.
Secondo, perché rischierei di scendere nel volgare e non vorrei mai ritrovarmi segnalata.
Terzo, perché sono veramente nauseata, seriamente, non sto scherzando.
In questo preciso momento, mentre sto scrivendo la recensione, ho davvero la nausea.
Mi sta letteralmente venendo da vomitare.
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Ora, se una persona autrice femminile o autore maschile, vuole scrivere una storia per denunciare la violenza, ci sta.
Purtroppo sono cose che al mondo succedono, sono sempre avvenute e attualmente stanno accadendo.
Ed è giusto denunciarle.
E’ giusto far capire che il male esiste e che deve essere fermato, va combattuto in ogni modo.
E’ giusto parlarne, per far comprendere che ci sono persone che subiscono brutte cose e quelle cose rovinano l’esistenza.
E’ giusto cercare di far capire alle persone che certe azioni, anche quelle verbali sono sbagliate e non vanno compiute.
Quelle fisiche lo si dovrebbe dare per scontato che NON vanno compiute, ma ahimè purtroppo avvengono.
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Ma quando un autrice, in questo caso lei, fa vedere che un personaggio abusivo, tossico, cattivo, crudele, sbagliato, manipolatore, ricattatore, magicamente si rivela essere in realtà innamorato della vittima di turno, allora NO, NON VA BENE!
E cerca di far passare il messaggio che lui non voleva fargli del male, ma non sapeva come ammettere i suoi sentimenti prima a se stesso e poi a lui.
NO, NON VA BENE, PER NIENTE.
La violenza NON deve MAI ESSERE GIUSTIFICATA.
Ma stiamo scherzando o cosa?
Che razza di messaggio vuole far passare con questa storia?
La violenza NON.DEVE.MAI.ESSERE.GIUSTIFICATA.
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Inizialmente Ayumu mi sembra spaesato, sembra non essere in grado di comprendere cosa sia effettivamente accaduto.
Poi inizia a capire quando viene ricattato da Sawatari e viene costretto da quest’ultimo a compiere atti contro il suo volere.
Sembra capire di dover ribellarsi, combattere quando viene violentato e invece no.
Alla fine sapete cosa fa?
Dice che l’ha osservato negli anni, che lo stima da molto tempo e che è sempre stato sicuro che sotto tutta quell’arroganza, cattiveria, era annidato del buono.
Che lo comprendeva e che ha iniziato a provare qualcosa, soprattutto quando sembra che Sawatari si confessa a lui.
MA STIAMO SCHERZANDO O COSA?
Sawatari ha violentato letteralmente Ayumu e l’autrice vuole farlo passare come se niente fosse?
Come se in realtà l’ha sempre amato e si comportava in quel modo perché non sapeva come comportarsi?
Ayumu avrebbe dovuto denunciarlo e mandarlo a quel paese, non accettarlo!
Ma che cavolo ho letto??
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Chiaramente il mio parere è negativo.
Sono rimasta letteralmente schifata da questa storia, avevo la nausea ad ogni pagina che voltavo e avevo paura di dove volesse andare a parare.
Potessi dare 0 stelle le darei, ma do 1 stella per farvi comprendere.
Adesso capisco perché l’avevo abbandonato e una parte di me avrebbe preferito non ritrovarlo mai e invece…
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Voto: 1/5.”

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