Non è un paese per single di Felicia Kingsley. Dal libro al film! + Edizione speciale del romanzo.

Disponibile su Prime Video dall’8 maggio!

ATTENZIONE SPOILER! SIA DEL FILM SIA DEL ROMANZO!

Cari Readers! 😀
Tuttǝ noi amanti dei romanzi della nostra Zia Fely, aspettavamo questo film come si aspetta l’estate.
Avete presente quella sensazione?
Quando le giornate iniziano ad allungarsi e iniziate ad essere più allegri?
Quando i primi raggi di sole vi accarezzano la pelle, il venticello leggero vi solletica i capelli?
Quando sapete che le giornate si allungheranno sempre di più e sapete che potrete godervi di più le giornate azzurre, soleggiate, passeggiando in mezzo al verde con la brezza fresca del fiume accanto a voi?
Quella sensazione di poter vivere diverse avventure, – tempo permettendo ovviamente- .
Quella sensazione di poter scoprire qualcosa di nuovo, perché l’estate è questo: la possibilità di vivere nuove esperienze e avventure con le persone a noi care oppure in solitaria, partendo con uno zaino in spalla e spirito di avventura.
Ecco, io ho aspettato questo film con questa sensazione.
Fin dal suo primo annuncio le mie aspettative sono state altissime per questa pellicola, perché ho amato tantissimo il romanzo di Felicia Kingsley.
L’unico romanzo completamente ambientato in Italia, a parte un capitolo particolare verso la fine della storia che ha un motivo legato alla vigna, – alle Giuggiole -, nell’essere ambientato in Inghilterra.
Quando è stata annunciata la data e poi è stato mostrato il trailer, il mio cuore ha veramente gioito tantissimo nel vederlo e le mie aspettative sono aumentate.
Ho amato questo film? Si, mi è piaciuto molto.
Lo rivedrò? Sicuramente.
E’ completamente fedele al romanzo? NI.
Cosa intendo?
Datemi il tempo e vi spiegherò tutto.
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Inizio con il ribadire che ho amato il film, mi è piaciuto molto e sicuramente nelle prossime settimane lo rivedrò con calma e senza l’aspettativa e il confronto tra film e libro che inevitabilmente da lettrice accanita non ho potuto evitare.
Questo tratto è una cosa comune a tutte le lettrici e a tutti i lettori accaniti, durante la prima visione di una pellicola tratta da un romanzo, è inevitabile paragonare ogni scena al romanzo di riferimento.
Il film nel corso degli ultimi mesi ci è stato presentato come una pellicola tutta Italiana, dove “l’Italianità” sarebbe stata la protagonista e mostrata al mondo intero.
Personalmente non sono molto d’accordo con questa affermazione da parte di chi ha prodotto questo film.
Posso comprendere e accettare il cambiamento o l’unione di alcune scene per esigenze di tempo, perché comprendo che il mondo cinematografico non può essere come quello letterario, ma fino ad un certo punto.
Per mesi è stato ribadito che non solo hanno deciso di cambiare i nomi di Michael e Charles in Michele e Carlo, per rendere appunto tutta la storia Italiana, di conseguenza Michael e Charles non sono più Inglesi, ma semplicemente di Milano.

Questo aspetto posso anche accettarlo tranquillamente, ma non se questo va a snaturare diversi aspetti della trama e dei personaggi stessi.
Perché questo ha cambiato diverse cose, funzionando un po’ come un effetto farfalla.
Il romanzo “Non è un paese per single” è un retelling di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen.
Uno degli aspetti che amo di più di questo romanzo, è che l’autrice è riuscita ad essere originale non solo con tutta la sua storia, ma anche con i punti chiave che ha preso da “Orgoglio e pregiudizio”.
Felicia ha si scritto un retelling di “Orgoglio e pregiudizio”, ha si preso dei punti chiave per far comprendere questo.
Ma vi assicuro che nonostante si capisce che la storia è appunto un retelling, un richiamo al famoso classico che tutti noi conosciamo e abbiamo amato (quasi tutti), è riuscita ad essere originale anche con i punti chiave.
A partire proprio dal titolo del romanzo stesso.
“Non è un paese per single” ha un significato che viene spiegato immediatamente fin dall’incipit, ma anche durante la narrazione.
Nel film sono stati completamente tolti tutti i riferimenti/collegamenti al romanzo di Jane Austen.
Non facendo comprendere a chi non ha letto il romanzo, il perché di questa ricerca ossessiva da parte di tutti gli abitanti o quasi di Belvedere in Chianti per il matrimonio.
Non è solo questione dell’ambiente tipico di un paesino Italiano, ma è proprio un tratto tipico e marcato volutamente per richiamare le atmosfere dei tempi di Jane Austen ma in chiave moderna.
Vi cito l’incipit iniziale del romanzo:

“Una credenza universalmente condivisa è quella per cui un uomo scapolo in possesso di un’ampia fortuna debba essere in cerca di una moglie.
Non siamo nell’Hertfordshire e non è il 1812: Belvedere in Chianti è un paesino di tremiladuecento abitanti al confine tra le province di Firenze e Siena ed è il XXI secolo.
O meglio, così dicono i calendari, ma da certi discorsi non sembrerebbe.
Tipo quello in corso dal fornaio, gremito di massaie come ogni mattina e nel quale, suo malgrado, Elisa Benetti si trova coinvolta.”

Belvedere in Chianti non esiste come paesino, e questo a mio parere enfatizza ancora di più il desiderio di voler trasportare il mondo Inglese di Jane Austen del 1812, in un contesto Italiano moderno.
Nel romanzo, quando si diffonde la notizia dell’arrivo imminente di Michael e Charles, si scatena letteralmente la caccia allo scapolo.
Nel romanzo sono Charles e Caroline gli eredi della tenuta, mentre Michael che è il migliore amico di Charles, lo segue per aiutarlo con le pratiche, per stargli vicino e per prendersi una vacanza obbligatoria.
Michael e Charles sono migliori amici, si vogliono talmente bene che si considerano fratelli, anche se non lo sono di sangue.
Nel film li hanno resi fratelli ed entrambi eredi della tenuta, quando non è propriamente così.
Questo aspetto ha già cambiato alcune dinamiche e di conseguenza anche alcuni comportamenti che Michael ha durante la narrazione, comportamenti che sono una rivisitazione di alcuni momenti tra Darcy e Bingley nel romanzo della Austen.
Michael e George (fratelli anche nel libro e non solo nel film) nel romanzo si detestano, perché George – diventato Giorgio nel film- , è veramente una brutta persona nel romanzo.
Il George del romanzo corrisponde a George Wickham, è chi ha letto il romanzo della Austen sa chi è come personaggio.
Trasformare George/Giorgio come un fratello amato e perduto, per poi correre ai ripari alla fine del film per far combaciare con gli avvenimenti del romanzo, anche no!
Questa è sicuramente una delle cose che mi hanno fatto arrabbiare durante la visione del film.
George è un personaggio orribile nella storia ed è veramente importante questa cosa, perché Michael nel romanzo comprende pienamente il motivo della scelta di Elisa di non rivelarlo anche lui di Linda.
Secondo il mio modesto parere il personaggio più fedele al romanzo è proprio quello di Elisa.
Elisa nel film è quella che rispecchia fedelmente la sua personalità, il suo carattere e le sue scelte.
Gli altri in parte sono stati un po’ snaturati, a partire da Giada stessa che si, ama le Giuggiole, ama la sua famiglia, ama la sua casa e la vuole salvare anche lei.
Ma nel romanzo il suo desiderio è quello di andare via da Belvedere in Chianti, che sente stretto e che non ha mai amato come posto.
Senza contare che Giada e Charles hanno sempre provato qualcosa l’un l’altro, nel momento che si rivedono e come se tutti quegli anni non fossero mai passati.
Nel film fanno vedere che Giada non è interessata per niente a lui e poi d’improvviso magicamente si interessa solo per non fargli vendere, quando NON è così.
Fanno passare Giada per quello che non è.
Un altro aspetto per cui mi sono arrabbiata tantissimo.
Michael è stato costretto dagli eventi della vita a dover prendere il posto di George, diventando un maniaco del lavoro anche per non pensare.
Nel romanzo Michael viene spronato dal suo capo a prendersi una vacanza e a capire quali sono veramente le cose importanti nella vita.
Nel romanzo questo gli serve anche per vedere la tenuta con i propri occhi, certo, inizialmente per capire quanto può valere per davvero, in seguito poi deciderà comunque di ascoltare anche Elisa e le sue ragioni.
Nel film viene mostrato un capo carogna per non dire altro e un Michael che vuole vendere la tenuta solo per profitto e non per cercare di far fare un accordo migliore per Charles.
Michael e Charles quando arrivano a Belvedere in Chianti, si ritrovano a questa sagra di paese e Michael dirà una frase abbastanza odiosa che richiama una frase detta da Darcy, e da quel momento Elisa nel romanzo si vendicherà facendo uscire Michael con alcune donne abbastanza fuori di testa, che scateneranno di conseguenza scene divertenti nel romanzo.
Il romanzo è un romance comedy con parti toccanti e con un tocco di drammatico.
Il film è un romance sullo stile americano.
Perché dico questo?
Perché ci sono stati dei cambiamenti all’interno della storia, che mi hanno ricordato tanto i tipici drama americani.
Per questo ho storto un po’ il naso al risentire la frase “abbiamo portato tutta l’italianità nel film”.
Mi riferisco ai cambiamenti delle scene di Linda.
Non solo, ma anche al cambio di età.
Linda ha 13 anni nel romanzo, nel film ne ha 18.
Hanno voluto mettere per forza una scena della sua prima esperienza sessuale (che non si vede, tranquilli), senza neanche approfondirla per bene, ma sembra proprio messa li forzatamente.
E lo svolgimento di tale scena, anzi, di scene al plurale, mi hanno ricordato i drama americani.
Quando invece le scene nel romanzo sono proprio belle e dolci, la scena del suo primo bacio, della sua prima cotta, della sua prima delusione d’amore, le sue prime incomprensioni d’amore.
Nel romanzo ritengo gli avvenimenti più delicati, più dolci, più toccanti nel suo insieme.
Amo come nel romanzo Linda si confida con Michael, perché inizialmente ha paura di parlarne con la madre.
Perché Elisa tende involontariamente ad essere troppo protettiva nei suoi confronti, ha il terrore che possa rifare i suoi stessi errori.
E l’errore NON è Linda, ma il fidarsi di una persona che si è presa gioco non solo dei suoi sentimenti, ma anche della sua fiducia, della sua ingenuità.
Elisa ha scelto di sua volontà di tenere Linda, perché l’ha amata fin da quando ha sentito il suo battito.
Ma non vuole che sua figlia resti incinta giovane come lei e che si precluda il futuro che desidera.
Ci sono diversi momenti toccanti tra madre e figlia.

In conclusione.

Il film di per se è bello, sicuramente dalla sua ha il fatto che è veramente ben fatto.
Il cast è incredibile e ho amato ogni attrice e attore nei loro ruoli.
La fotografia, la regia ecc… ben fatti.
Ho amato la loro chimica e non mi riferisco solo a Elisa e Michele interpretati da Matilde Gioli e Cristiano Caccamo, mi riferisco a tutti gli attori, a tutte le relazioni rappresentate.
Il rapporto tra Elisa e Giada (Amanda Campana), è molto unito e profondo come nel romanzo.
Hanno un legame veramente profondo e speciale e non è così scontato, non è detto che le sorelle debbano andare d’accordo per forza.
E questo loro profondo legame, richiama il profondo legame tra Elizabeth e Jane in Orgoglio e Pregiudizio.
Ho amato il profondo legame tra Michele e Carlo (Sebastiano Pigazzi), che nel romanzo ribadisco sono migliori amici e fratelli per scelta e non fratelli di sangue e il loro legame richiama appunto quello di Darcy e Bingley.
Ho amato abbastanza anche le altre rappresentazioni dei legami, dico abbastanza perché ho percepito gli altri legami si dalla forte chimica tra gli attori, ma come un riassunto di quello che in realtà sono nel romanzo.
Io comprendo che il tempo era poco, comprendo che hanno voluto tagliare alcune scene per dare spazio ai due protagonisti, ma allo stesso tempo facendo così hanno snaturato tante, troppe cose a mio avviso.
Invece di un film, forse era meglio fare una serie tv.
E non capisco l’aver cambiato alcune scene, quando potevano semplicemente mettere quelle originali.
Un esempio?

La prima scena importante tra Michael/Michele e Linda.
Nel romanzo a Linda viene il ciclo proprio quando c’è lui, e lei non ha il coraggio di dirlo alla madre Elisa, per diverse lunghe ragioni e chiede a lui di andarle a prendere gli assorbenti in farmacia.
Non solo la scena della farmacia è divertentissima, (anche la seconda, ma lasciamo perdere, me le aspettavo entrambe!), ma è un momento molto delicato.
Un momento molto bello in cui Linda sta avendo il suo primo passaggio dall’infanzia all’adolescenza e si sta confidando con il vecchio amico d’infanzia della madre.
E per Michael è un momento importante, perché sta parlando con la figlia della sua amica d’infanzia, quella che non ha mai dimenticato.
Questo è solo un esempio.
Nel romanzo il legame tra Elisa e Linda è decisamente più mostrato e si comprendono molto di più le loro azioni verso l’altra.
Soprattutto per Elisa, Linda viene prima di tutto e tutti, anche prima dei suoi sentimenti per Michael.
I sentimenti di Linda stessa vengono prima dei suoi e mi fermo qua, perché è lunga da spiegare.
Inoltre Linda ha 13 anni nel romanzo e non 18 come nel film, come ho già detto sopra.
Nel romanzo Elisa ha una migliore amica, Lucia, che sarebbe la Charlotte di Orgoglio e Pregiudizio.
Un’altra cosa che non ho apprezzato è come hanno cercato di far passare il padre di Elisa e Giada, non scenderò nei dettagli, ma nel romanzo quella parte proprio non esiste.
Nel film hanno messo il 50% della storia, mettendo il “succo” principale della trama.
Non posso dire che il film non rispecchi gran parte del romanzo, perché direi una bugia, ma allo stesso tempo NON è completamente il romanzo.
Hanno tolto tutti i riferimenti al romanzo di Orgoglio e Pregiudizio, non mostrando il bellissimo e faticosissimo lavoro certosino che l’autrice ha fatto nel portare la sua storia, la sua idea, unita ai punti chiave di Orgoglio e Pregiudizio, punti chiave resi originalissimi come ho detto sopra.
Ribadisco, all’interno del film ci sono diverse scene presenti nel romanzo.
Come per esempio la scena dove Elisa mostra la vigna e i vari terreni a Michael/Michele.
E altri diversi momenti, non ve li sto ad elencare tutti, altrimenti rischio seriamente di analizzare ogni singola scena del film e ogni singolo capitolo del romanzo.
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Si, da quello che potete capire leggendo questo mio articolo, sono leggermente “protettiva” con i suoi romanzi, ma in linea generale tendo ad esserlo con tutte le storie che leggo e amo profondamente.
Perché sono fatta così, tendo a vivere intensamente e completamente i romanzi che leggo.
Questo film ha dalla sua parte che è un film molto bello da guardare, con un cast incredibile, storia che rispecchia al 50% il romanzo e il restante 50% si fa guardare tranquillamente.
E’ un film ben fatto, con una bellissima fotografia, regia ecc…
Per fare un esempio, io sono una grande fan di Shadowhunters di Cassandra Clare, la serie tv NON solo NON è fedele per niente ai romanzi, dai romanzi ha preso giusto i nomi dei protagonisti e qualche aneddoto del loro passato, è veramente pessima.
Pessima in ogni senso possibile.
Questo per farvi capire la differenza di un prodotto ben fatto da un altro per niente ben fatto.
Il problema di “Non è un paese per single”, è che è stato presentato come un film tratto dal romanzo e non ispirato.
Sono due termini ben diversi e con significati ben diversi.
Se l’avessero presentato come film ispirato al romanzo, l’avrei sicuramente guardato con un ottica diversa.
Un altro esempio?
I film di Enola Holmes sono ispirati ai romanzi di Nancy Springer, i due film già usciti hanno preso molto dei romanzi da cui sono ispirati, ma hanno anche modificato qualche passaggio.
Ma è stato dichiarato immediatamente, tutti sapevano questo, il rapporto stesso tra Enola e Sherlock è preso direttamente dai i romanzi successivi anche durante il primo film.
Sono contenta dell’uscita di questo film, perché comunque è un bel film tutto sommato e adoro il romanzo.
Sono contenta per Felicia Kingsley, perché per me è una delle autrici più brave che ci siano in Italia ed è anche una delle persone più umili e disponibili che ci siano, e sono davvero contenta per lei.
Posso solo immaginare quanto dev’essere bello vedere una propria storia portata sullo schermo.
Non solo, questa storia è uscita anche negli altri paesi dove c’è Prime Video.
Sono stra felice per lei e per la sua storia.
Però allo stesso tempo, da lettrice accanita la quale sono, ci sono rimasta abbastanza male per i cambiamenti.
Avrei preferito una serie tv.
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Voto romanzo: 5/5.
Voto film: 3.9/5.

Edizione speciale del romanzo.

Cosa contiene questa edizione speciale di “Non è un paese per single”?:
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1) Sovracopertina con la locandina ufficiale del film uscito su Prime Video l’8 maggio.
2) La copertina rigida è la copertina tedesca del romanzo, davvero bellissima.
3) Nell’interno della copertina rigida si trova una bellissima illustrazione che richiama lo sfondo della copertina.
4) All’interno si trova una piccola illustrazione della tenuta le Giuggiole.
5) Ogni capitolo alternato, ha un disegno che richiama i due protagonisti. Un grappolo d’uva per Elisa, un computer portatile per Michael.
6) Due capitoli BONUS.
7) Nell’interno della copertina rigida alla fine del romanzo, delle immagini del film.
8) I bordi colorati di viola, come per richiamare alcuni vini.

Autrice.

Felicia Kingsley pseudonimo di Serena Artioli, nata a Carpi il 13 ottobre 1987 è una delle scrittrici Italiane più famose.
E’ laureata in Architettura all’università degli studi di Parma.
In Italia ha venduto più di 1.000.000 di copie e i suoi romanzi sono tradotti anche in inglese, ceco, spagnolo, bulgaro, serbo e greco.
Concilia il lavoro da scrittrice con la sua professione di architetta.





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