Vuoi conoscere un casino? di Alex Astrid.

Titolo: Vuoi conoscere un casino? di Alex Astrid.
Pagine: 284.
Editore: Il Ciliegio Editore.
Collana: Teenager.


Trama: ” Un po’ “Il giovane Holden” e un po’ “I ragazzi del muretto”: “Vuoi conoscere un casino?” è un affresco potente del mondo dei giovani di oggi che vivono alla periferia di una grande città. È la storia di una metamorfosi, di un viaggio. Il viaggio che ogni ragazzo deve affrontare per diventare grande. Età di lettura: da 12 anni.”

Recensione: (Possibili spoiler!): “Ho avuto la fortuna di vincere questo romanzo nel lontano dicembre 2017, ma solo ora ho avuto l’occasione di leggerlo.
Sono sempre convinta che ogni romanzo ha il suo tempo per essere letto.
Vuoi conoscere un casino? Parte subito mostrando un momento di vita quotidiana.
Lo stile di scrittura di Alex Astrid è subito coinvolgente, ti cattura dalle prime righe, facendoti ritrovare in lacrime dopo neanche qualche pagina.
E come ho sempre detto, se un autrice o un autore riesce a farti commuovere e riesce a catturarti fin da subito, sai che quel romanzo sarà veramente fantastico.
Perché è riuscito ad emozionarti.
Tra l’altro quando ha scritto questo romanzo, aveva se non sbaglio tra i 15/16 anni.
Tanto per farvi capire il suo talento.
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Il lettore si ritrova a scoprire la storia di Giorgia attraverso il suo diario.
Diario che usa come sfogo, come porto sicuro in cui far uscire tutte le sue sofferenze per la perdita dall’amata cugina ma anche come un modo per comunicare ancora con lei in qualche modo.
Fondamentalmente noi dei personaggi non sappiamo nulla, nulla del loro passato, della loro vita, dei loro trascorsi e pensieri più profondi.
E non veniamo a saperlo neanche dal momento in cui inizia il racconto, perché la protagonista stessa omette dei dettagli.
Giorgia scrive solo le sue sensazioni riguardo a quello che sta vivendo nei giorni di cui scrive il diario.
E quindi non si riesce a capire completamente tutto dei personaggi.
Il lettore non riesce ad avere un quadro completo, riesce solo a percepire quelle poche cose che sente Giorgia, che Giorgia decide di mettere nero su bianco.
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In parte il lettore riesce ad entrare in sintonia con Giorgia fin dalle prime righe, in parte no.
Ci sono dei momenti, delle frasi che mi sono entrate dentro, frasi che sembra aver tirato fuori dalla mia testa, anche se per motivi diversi dalla protagonista.
Ma allo stesso tempo in parte non si riesce, per il semplice fatto che la narrazione non è lineare, non si sa tutto di una scena, ma si legge solamente le parti che la protagonista condivide tramite il suo diario che scrive per la cugina che ha perso.
Si ha la sensazione di aver appunto trovato letteralmente un diario, e di leggere quello che accade in quei giorni, senza sapere nulla della vita dei protagonisti.
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Mi è piaciuto lo stile, ma non il metodo di racconto.
Sapevo a cosa andavo incontro quando ho partecipato al giveaway, sapevo che sarebbe stato come leggere un diario, però solamente una volta iniziata la lettura mi sono accorta che come stile di racconto non mi piace molto.
Però ho amato lo stile leggero, senza filtri, non ricercato come di solito lo si trova in un romanzo.
Sono letteralmente i pensieri di un adolescente di quell’età, così, chiari, senza andare alla ricerca di uno stile da romanzo..
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Da una parte non si possono giudicare i personaggi, non completamente, non sapendo nulla di loro.
Ma ho apprezzato i suoi migliori amici e come le sono stati vicino nei momenti in cui lei aveva più bisogno di loro.
Anche senza parlare, ma solo standole accanto in silenzio.
L’hanno aiutata, sostenuta e ci sono sempre stati per lei.
Invece Riccardo come personaggio non mi è piaciuto.
All’inizio si, sembrava tanto carino, dolce, gentile, il ragazzo perfetto.
Ma mano la sua perfezione è crollata agli occhi del lettore, ma non agli occhi di Giorgia.
A Giorgia non recrimino il suo non vedere subito Riccardo per quello che era, perché tutti siamo stati giovani, tutti abbiamo avuto la nostra prima cotta.
Per lei è ancora peggio, perché con Riccardo ha intrapreso una storia e quindi il suo coinvolgimento è stato maggiore.
L’ha idealizzato troppo, talmente presa dai suoi sentimenti per lui, che non riusciva a vedere i suoi difetti, i suoi errori.
Tende sempre a perdonarlo, a trovargli una giustificazione anche quando una giustificazione non ce l’ha.
Molte volte si sente in colpa anche quando colpa sua non è.
Ecco, questo secondo me è un esempio di amore sbagliato, non sano.
Giorgia è sempre lei a cercarlo, a chiamarlo.
Riccardo a volte prende e ha questi momenti in cui prende e scompare anche per settimane intere, senza farsi vedere o sentire, mai, nemmeno un secondo.
E lei lo aspetta standoci male, pensando che sia colpa sua per qualcosa che ha detto o fatto.
Giorgia ha sbagliato a fare di Riccardo tutto il suo mondo, arrivando addirittura a litigare con le persone accanto a lei.
Non bisogna mai secondo me fare di una persona tutto il proprio mondo.
E’ importante ricordarsi di non permettere mai a nessun ragazzo o ragazza che sia, in base ai gusti, di diventare il proprio tutto.
Perché la famiglia e gli amici sono importanti.
Riccardo ha sbagliato a comportarsi in quel modo, la vita difficile che ha con il padre non giustifica il suo trattare male così Giorgia.
A me il suo comportamento non è piaciuto, se una persona non è pronta per avere una relazione, non dovrebbe iniziarne una.
Non è giusto per nessuno dei due.
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Però è sicuramente un romanzo che consiglio, soprattutto agli adulti che tendono a dimenticare come sia essere giovani, essere adolescenti.
Perché nessun romanzo può essere più vero di quei sentimenti di questo, almeno per ora tra quelli che ho letto io.
Perché l’autrice aveva la stessa età della protagonista quando l’ha scritto, e chi meglio di un’adolescente può capire, scrivere di emozioni, sentimenti, scleri, stupidate che si provano a quell’età, (almeno per la maggior parte degli adolescenti, non siamo tutti uguali), se non un adolescente stessa?
Dico questo, perché sicuramente se il romanzo lo scrivesse adesso per la prima volta, sono sicura che sarebbe inevitabilmente diverso.
Perché si, anche se uno ricorda com’era essere adolescente, inevitabilmente pensi da adulto ormai e sono sicura che alcuni passaggi sarebbero diversi.
Quindi se volete entrare letteralmente nella testa di una ragazzi di 15/16 anni, leggete questo romanzo.
Perché è proprio così, almeno per la maggior parte degli adolescenti.
Certo, alcune situazioni le ho trovate esagerate per le mie corde, ma questa è una sensazione mia personale. Mi riferisco ad una scena di gelosia, personalmente non sopporto la troppa gelosia, non in alcuni frangenti, ecco. E’ lunga da spiegare.
Però altre situazioni, altri pensieri, mi hanno ricordato il passato.
Altre invece mi hanno fatto pensare ad alcune cose che mi sono persa io nella mia adolescenza, per tanti motivi.
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Questo romanzo a parere mio rappresenta sicuramente i 2/3 degli adolescenti che vivono l’adolescenza in modo spensierato e senza problemi.
Senza alcune situazioni che fanno si che altri adolescenti non riescano ad avere un’adolescenza spensierata.
La mia è stata sicuramente diversa in molti passaggi rispetto a quelli della protagonista.
Mentre Giorgia va a scuola felice e tranquilla, perché ha una bella classe.
Io alla stessa età odiavo la mattina, odiavo la scuola per via dei compagni di classe.
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L’unica cosa che secondo me manca, è la storia del suo rapporto con la cugina.
Mi aspettavo di venire a sapere di più del suo legame con la cugina e invece si viene a sapere davvero poco.
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Per il resto ripeto che vi consiglio la lettura di questo romanzo.
Perché al giorno d’oggi molti, troppi adulti hanno dimenticato cosa vuol dire essere adolescenti e tendono a giudicare troppo severamente gli adolescenti di oggi.”
Scritta il 28 aprile del 2019.
Voto: 4/5.

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