Appuntamento in terrazzo di Felicia Kingsley.

“Ma dove state andando a quest’ora?! Sono le dieci di sera!”.
“All’Esselunga!”, annuncia lei con tono battagliero. “Dobbiamo fare rifornimento! Vieni anche tu, Didi!
Due braccia in più ci faranno comodo”.



Titolo: Appuntamento in terrazzo di Felicia Kingsley.
Pagine: 128.
Editore: Mondadori.
Trama: ““Rimanete a casa, rimanete a casa”, si sente urlare dagli altoparlanti delle uniche auto che circolano per le strade deserte di Milano. La vita congelata nel momento del lockdown ha colto tutti impreparati. Ma alcuni di più.
È il caso di Alex che, nel momento in cui il Governo annuncia la quarantena nazionale, si ritrova in isolamento con quella che da poche ore è diventata la sua ex, l’ultima persona con cui vorrebbe condividere l’aria. A distanza di una parete, nell’appartamento accanto al suo, c’è Didi, tornata a casa dei suoi per una breve visita, rimasta ostaggio della sua chiassosa famiglia: una madre complottista dipendente dai social, un padre drogato di lavoro che ha trasformato la casa in un ufficio, una sorella diciottenne aspirante influencer con cui è costretta a dividere la camera e un nonno nostalgico. Per Alex e Didi la situazione è soffocante e, privati dei propri spazi, non resta loro che un posto per trovare un attimo di pace: il terrazzo. Le vite di Alex e Didi s’incrociano in un momento di emergenza e, quello che nasce come un incontro inaspettato, diventa un piacevole appuntamento quotidiano. È possibile che un’amicizia nata in una situazione ai limiti del reale possa trasformarsi in qualcosa di più?”


“Questa quarantena ci sta obbligando a rivalutare tutto ciò che prima davamo per scontato”, concordo, “a rallentare e a pensare a quante volte ci siamo lamentati per niente”.

Recensione: “L’autrice riesce a catturare l’attenzione del lettore fin dalle prime righe.
Riesce a far entrare il lettore nel vortice che ha creato.
Essendo questa una novella, o un romanzo breve come lo definirei io.
Si ha la sensazione di essere uno spettatore che capita per caso di fronte a Alex e Didi.
Si ha la sensazione di abitare in un appartamento del loro condominio e di spiarli dal nostro balcone.
Perché effettivamente non sappiamo nulla della loro vita precedente a quel momento.
Della loro infanzia, se non qualcosina.
Si ha la sensazione di aprire una finestra sulla loro vita privata.
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Immaginate di scoprire un giorno che la vostra dolce metà vi tradisce con l’istruttore della palestra.
E quando la lasci e decidi di fare la valigia per andartene, ecco che l’Italia intera viene messa in quarantena per una pandemia.
E sei costretto a restare sotto lo stesso tetto, con la persona che amavi fino a cinque minuti prima, ma che improvvisamente è diventata un’estranea.
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Nell’appartamento a fianco invece Daiana, detta Didi, è rimasta bloccata con una famiglia al quanto ingombrante dopo essere ritornata da Berlino, per il compleanno della sorella minore.
Una casa sempre chiassosa e piena, visto che anche il nonno vive con loro.
Una sorella che fa vocali fino a tarda notte ed è disperata di non poter uscire.
Una madre che vede complotti ovunque.
Un padre che lavora da casa e parla ore e ore al telefono.
E lei? Didi?
E’ bloccata con tutti loro, senza possibilità di ritorno a Berlino.
E a 27 anni la convivenza in famiglia inizia ad essere molto difficile.
Soprattutto in pochi metri quadri.
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Cos’hanno in comune questi due protagonisti?
Una situazione difficile da cui vorrebbero scappare e un balcone che vedono come una via di fuga.
Inizieranno così a parlare, a ridere, a raccontarsi, a litigare addirittura, parlando appoggiati al rispettivo balcone.
Aspetteranno quell’ora al giorno che riescono a ritagliarsi come l’aria.
Quell’ora sarà la loro unica via di fuga, che presto si sposterà sul terrazzo dato in uso dall’amministratore.
Così quasi per caso, da estranei diventeranno amici e si troveranno bene nel parlare e scherzare con l’altro.
Può una situazione così pesante, grave e piena di pericoli come una pandemia, far nascere un qualcosa di bello e leggero in mezzo a tanto disordine e caos?
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Questo è il secondo romanzo che leggo di quest’autrice e riesce sempre a scrivere di storie coerenti e veritiere.
Come questa breve storia nata in quarantena, è perfettamente credibile che due persone costrette in casa, con situazioni assurde e pesanti molte volte.
Si ritrovino ad aspettare il momento di uscire sul balcone per poter parlare con il vicino.
Parlare in modo spensierato e senza pretese, iniziando così senza volerlo a corteggiarsi.
Un corteggiamento che ricorda quello di altri tempi, quando non ci si poteva sfiorare, sennò sarebbe stato uno scandalo troppo enorme anche solo da immaginare.
Ha tratteggiato la storia in modo appassionante e scorrevole, difficile staccarsi dalla storia.
E’ difficile non pretendere di sapere ancora tanto altro, perché sono situazioni comuni.
In cui tutti ci stiamo riconoscendo in questi giorni di quarantena.
Sono personaggi che ti entrano dentro, (certo, non quanto Lexi e Eric che ormai hanno preso un posto speciale nel mio cuore e mai lo lasceranno), ma sono personaggi che pretendono attenzione.
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Una piccola storia divertente e coinvolgente, che vi farà passare qualche ora tra sorrisi e immaginazione.
E’ raro farmi piacere storie brevi, eppure l’ho apprezzata tantissimo.
Apprezzo sempre il doppio punto di vista e ho davvero apprezzato avere la sensazione di essere una spettatrice che osserva dalla propria finestra, dietro la tenda, in silenzio.
Finito il 28 aprile 2020.
Voto: 5/5.

“Se ci pensi, anche toccare una persona è qualcosa che diamo per scontato, ma che non è scontato affatto.
E’ un privilegio”.

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