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Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon.

Titolo: Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon.
Titolo originale: The Priory of the Orange Tree.
Uscita: Il 26 novembre.
Pagine: 832.
Editore: Mondadori.
Collana: Oscar Fantastica. Oscar Mondadori Vault.
Trama: “La Casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini.
A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana.
Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys.
Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina.
Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare pere sempre la sua vita.
In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal lungo sonno.
Tra draghi, lotte per il poter e e indimenticabili protagoniste femminili, un romanzo sontuoso e inarrestabile, rivelazione epic fantasy del nuovo millennio.

Recensione: “Inizialmente la narrazione risulta essere lenta e pesante.
Ma inizialmente è normale, perché l’autrice va a mostrarci il mondo che ha pensato, il mondo che ha creato e ce lo spiega nel dettaglio per farci capire bene la sua idea.
Proseguendo, la storia si fa interessante e coinvolgente, anche se la presenza di toppi nomi a volte difficili, ne rallentano inevitabilmente la lettura.
Il mondo che Samantha ha creato è enorme e articolato, ci troviamo con diverse nazioni a dover fare i conti con un antico nemico comune.
La leggenda narra che da sotto la superficie terrestre, mille anni fa il magma si mescolò e diede vita ad un essere spaventoso, una bestia inarrestabile, potente.
Questa creature dal nome Wrym, troppo grande ad un certo punto per restare sotto terra, decise di uscire per provare le sue nuove ali.
Una volta trovata una via di fuga nella montagna, provocando anche una pioggia di fuoco fuso, volò verso sud per la sua smania di conquista.
Questa orribile creatura portava con se una terribile malattia mai conosciuta prima dagli umani, che si diffondeva tramite il contatto del sangue o da un semplice tocco.
Una malattia che trasforma il sangue di chi la contrae in un bruciore folle, da portare il malato alla pazzia.
Il popolo inviò prima animali e poi esseri umani in sacrificio, per arrestare la sua bramosia.
Ma nulla lo fermava, lo placava, fin quando fù il turno della Principessa Cleolind.
Da qui la storia assume due versioni, quella che la Regina Sabran e i suoi seguaci vogliono credere, cioè che fù l’arrivo di un cavaliere definito poi il Santo a salvare tutti e a dare poi la discendenza da cui lei discende. Prendendosi ingiustamente il merito.
E poi ce la verità, quella in cui crede la sua dama di compagnia in incognito nel proteggerla, tramite la società del Priorato delle Arance, da cui albero lei attinge magia.
E che dice che era la principessa ad aver sconfitto il nemico Senza Nome, e non il cavaliere giunto da fuori.
Ma due cose queste due storie hanno in comune: la discendenza e il nemico.
La famiglia Berethnet è colei che non solo governa Occidente, ma il cui sangue nelle vene impedisce il ritorno del nemico.
Ma sarà davvero così?
C’è chi crede di no, ma anche solo pensarlo è blasfemia.
Alleanze dovranno essere fatte per proteggere tutti i regni, soprattutto da quando uno si è perso per colpa del proprio nuovo Re che spera nel ritorno del nemico Senza Nome.
Ma ad Oriente, credono nei Draghi e alcuni cavalieri li cavalcano anche.
E la Regina Sabran non approva questo.
E il Re di Oriente ha chiuso le porte cinque secoli prima per impedire al morbo di entrare.
Da una parte troviamo Ead donna forte, con il compito di proteggere la regina, fingendosi così dama di compagnia.
Ma in realtà fa parte di una società segreta che utilizza la magia.
Ma mai deve farsi scoprire, perché la magia è proibita a Inys.
Dall’altra parte troviamo Tenà, un’altra donna forte che fin da bambina ha studiato e sognato di cavalcare un drago, per diventare un cavaliere di draghi.
Riusciranno i due popoli (Oriente e Occidente) a seppellire l’ascia di diffidenza e trovare finalmente un accordo?
Riusciranno così ad allearsi e combattere le forze del male che hanno già iniziato a risvegliarsi, mentre loro discutono?
In molti punti ho trovato la narrazione non solo lenta, ma anche confusa.
Ad un certo punto non riuscivo più a ricordarmi se alcuni fatti erano avvenuti in occidente o ad oriente, così dovevo tornare indietro e rileggere per capirci.
Forse avevo troppe aspettative alte io, in questi mesi se n’è parlato molto.
Forse è solo una mia impressione, ma non mi ha catturato come speravo.
Tutto sommato non mi sento di sconsigliarvelo, perché la trama è interessante e intrigante, solo che non è stata sfruttata in modo adeguato secondo il mio parere.
Samantha secondo me si è dilungata un po’ troppo in alcuni punti, ha diciamo “annacquato” la storia.
Invece di 800 e passa pagine, poteva scrivere la storia nella metà e renderla così sicuramente più avvincente.
Alla fine il mio parere è diviso in due.
Perché alcuni capitoli sono avvincenti, interessanti, con colpi di scena che ti portano a voler proseguire la lettura.
Altri invece sono lenti e un po’ superflui.
Secondo me si è dilungata in scene superflue, e non abbastanza in scene che meritavano di essere approfondite.
In più ha inserito una coppia LGBT, ma non ce l’ha fatto capire man mano, ci presenta la coppia in un secondo e nemmeno ci fa vivere i loro primi momenti.
Avrei voluto saperne di più, com’è nato man mano il sentimento.
Quindi ve lo consiglio perché ci sono donne forti, ho amato il modo in cui ha reso normale che ci siano donne al potere, donne che combattono, che proteggono.
Com’è giusto che sia. Anche le donne sanno fare tutto questo, ma l’ha scritto in un modo che a nessuno viene in mente di dubitare di questo.
Ho amato anche come Tenà non ha mai permesso a nessuno di scalfirla durante le varie prove.
Lei proviene dalla plebe come le viene fatto notare, ma riesce a mantenere un sangue freddo incredibile davanti alle provocazioni, che fanno si che lei non si distrarrà mai per quelle provocazioni.
Quindi è sicuramente un punto a favore della storia.
C’è magia, draghi, azione, colpi di scena.
Come lato negativo, c’è sicuramente la troppa politica.
Dei personaggi non si sa quasi nulla, se non qualcosina di alcuni, ed è un peccato perché io amo sapere tutto della vita precedente dei personaggi.
La troppa politica, i troppi sotterfugi, inganni, tradimenti, associati ai troppi nomi, hanno fatto si che in alcuni capitoli io non comprendessi appieno alcune vicende.
Mi sono persa diverse volte e alcune volte mi sono annoiata.
Ed è un peccato, perché spezza così la fluidità della lettura interessante di interi capitoli.
Sono sicura che se questa storia venisse raccontata tramite una serie tv, mi catturerebbe molto di più.
La storia è interessante, ma trovo la narrazione in più punti lenta e pesante. Voglio provare a leggere l’altro libro che ho in casa di quest’autrice, è da anni che lo devo recuperare.
Voglio accertarmi se trovo pesante il suo stile di scrittura o la politica che ha messo troppo nella storia.
Tutto sommato il mio voto è di 3/5.