Come il sole di mezzanotte e Ci pensa il cielo di Liliana Onori.

Titolo: Come il sole di mezzanotte di Liliana Onori.
Pagine: 376.
Editore: Librosì Edizioni.
Trama: “L’amore che si scopre, che è linfa, che riesce a illuminare come un sole a mezzanotte. È quello che vivono Anna e Julian, certi che il loro sentimento possa superare qualsiasi differenza e vincere su ogni forma d’odio. Ma non nell’Irlanda di fine ottocento dove le convenzioni sociali riescono a oscurare qualsiasi tipo di legame, persino quello tra una madre e sua figlia. Anna scoprirà, così, che l’amore ha molte forme: può essere estremo, tragico, può nascere dall’amicizia, dalle consuetudini, dall’indifferenza e può generare rancore e distacco; soprattutto può essere grande nella rinuncia e piccolo nell’accettazione e celarsi ovunque, magari dietro al tronco di un grande albero. Il secondo romanzo di Liliana Onori stupisce per la sua intensità ed è in grado di catapultare il lettore in un’epoca ed in un luogo lontani, eppure così vicini per la forza dei sentimenti, capaci di vincere anche il tempo.”

Recensione: (Possibili spoiler!) “Qualche settimana fa, sono stata contattata dall’autrice per una collaborazione che ho accettato volentieri.
Chiedo scusa per il ritardo nella lettura, ma avevo letture in corso e volevo finirle e poi ammetto che faccio fatica a leggere gli ebook, a parte il preferire il cartaceo. Purtroppo già porto gli occhiali, quindi.
Devo dire che anche se non è uno dei miei generi preferiti, -gli storici li leggo, ma non spesso-, devo dire che mi è piaciuto.
Non lo odio come genere, ma non è uno di quelli che prediligo tanto. Ma quando ho letto la trama, ho accettato volentieri.
Ora, ho trovato la narrazione iniziale leggermente più lenta, più “pesante”, non in senso cattivo. E pensare che come personaggio Julian mi è piaciuto fin da subito. Ho amato la sua franchezza, il suo sorriso sghembo, il suo modo di fare, di parlare ad Anna con tranquillità e audacia, visto il secolo in cui è ambientato.
E la loro storia inizia pian piano, con innocenza e si sono innamorati senza volerlo.
La loro era una storia impossibile visto l’epoca, per questo di solito leggo poco questo genere. Perché non riesco a sopportare gli usi e costumi di quel periodo. Non riesco a digerire certe situazioni.
Il dare del voi ai genitori e quel rapporto quasi sempre distante, che più che genitori e figli, sembravano padroni e schiavi tra un po’.
Il bigottismo, la cattiveria della divisione delle classi sociali. Gli aristocratici odiosi, il razzismo.
E Diana è tutto questo, l’ho odiata fin da subito, quindi non mi ha stupito il suo comportamento da bastarda.
Mentre ci sono rimasta troppo male per Conrad. Non credevo avrebbe permesso alla moglie di fare quello che ha fatto, senza battere ciglio. Visto il suo rapporto con la figlia Anna, credevo li avrebbe ascoltati e invece no.
Anna ha sofferto quello che nessuno dovrebbe soffrire, ma la cosa peggiore è che tutto colpa della madre, ma in parte anche del padre che non ha fatto nulla per fermare Diana.
Io non avrei perdonato neanche lui sinceramente.
Comunque, come ho detto, ho trovato la prima parte del romanzo abbastanza lenta, mentre verso la metà l’ho trovato più veloce, più scorrevole e ho amato anche William come personaggio.
Le pagine con William e Camille le ho trovate più leggere e piacevoli. Non so, quel pezzo scritto l’ho trovato diverso, evidentemente sarà una mia percezione. Quando era con Julian erano sempre nel bosco e limitati nel muoversi e vedersi, forse per questo.
Mentre il rapporto con William, nato prima come amicizia e poi involontariamente diventato amore, l’ho trovato più leggero, scorrevole, piacevole.
Forse dipende dal fatto che potevano vedersi liberamente, senza problemi e anche dal fatto che Diana non era nei paraggi.
Ho amato fin da subito William come personaggio. Dolce, gentile, genuino, buono con chiunque e senza credersi chissà chi per via della sua posizione sociale, a differenza di Diana per esempio.
Ho amato il suo rapporto con la sorellina e come abbia amato e capito Anna.
All’inizio è difficile dire chi si preferisce, perché sinceramente come personaggi si fanno amare entrambi, sia Julian che William. Per modi e motivi diversi.
Da qui in poi GROSSI SPOILER!!!
Però verso la fine mi ha dato fastidio il comportamento di Julian, che non ha fatto altro che farmi apprezzare sempre di più William e farmi diventare Team William, sinceramente.
Potrei capire se fosse stato trattenuto, rinchiuso, ma non può ritornare dopo quasi sette anni dopo che tutti l’hanno creduto morto e pensare di poter prendere e fare quello che vuole.
Scombussolare la vita ad Anna, come se non avesse già sofferto abbastanza.
Perché non è tornato subito?
Le sue sono tutte scuse.
Di Anna non ho apprezzato il fatto che si ferma anche a pensare a chi dover scegliere e si sbaciucchia con Julian. Posso capire lo shock, ma fino ad un certo punto.
Potrei capire che scopri che lui è stato rinchiuso, allora metterei tutto in dubbio anche io.
Ma lui non è tornato subito di sua scelta.
E lei mette in dubbio 6 anni di matrimonio con un uomo fantastico come William, per due mesi di storia con una persona che non è tornata subito e si arrabbia pure nel trovare lei sposata.
Quando lei lo credeva morto, che pretese.
Purtroppo mi sono ritrovata a non apprezzare più Julian verso la fine.
Mi dispiace per le sue sofferenze, per il fatto che poteva andare tutto diversamente, ma in parte è colpa sua anche.
L’unica cosa che non ho apprezzato e che per questo do ragione a Julian,  è stata la velocità del suo innamorarsi di William, io avrei fatto passare due anni e non quasi uno, e alcune sviste di stampa che danno leggermente fastidio.
Per il resto devo dire che come romanzo l’ho apprezzato e ve lo consiglio.
Volevo sempre andare avanti per sapere come andava avanti la storia.
E davvero, ho apprezzato troppo William. Penso addirittura che Anna non se lo meriti in parte.
Ma sono contenta della sua scelta.
Quindi do 4 stelle su 5 per questo motivo e per alcune sviste di stampa che danno leggermente fastidio.”
Scritta il 22 agosto 2018.
Voto: 4/5.

Titolo: Ci pensa il cielo di Liliana Onori.
Pagine: 428.
Editore: Librosì Edizioni.
Trama: “Hope, ragazza ribelle di una famiglia nobile irlandese, entra a far parte del movimento delle suffragette. Coraggiosa ma inesperta, stringe una pericolosa amicizia con l’attivista Ashling, mentre si innamora del suo stesso nemico, il poliziotto Jude bello e orgoglioso, incaricato dal governo di sedare le ribelli. Ma il destino ha in serbo per la tenace Hope altre sorprese, il mare riporta a casa un fantasma del passato, di un amore che non è stato dimenticato. “Ci pensa il cielo” è l’atteso sequel di “Come il sole di mezzanotte” e ci riporta indietro nel tempo e nello spazio per farci viviere un’altra intensa storia d’amore e di passioni. “


Recensione: “Ho avuto la fortuna di ricevere questo romanzo per una collaborazione, inviatomi dall’autrice stessa.
Questo secondo volume della duologia, mi è decisamente piaciuto molto di più del primo.
Non fraintendetemi, ho amato anche il primo romanzo “Come il sole di mezzanotte”, ma se avete letto la mia recensione, saprete che ho trovato alcune parti un po’ pesanti.
Ma leggendo questo romanzo, inizio a pensare che è il mio modo di percepire il personaggio di Julian. Perché le uniche parti lente e pesanti che ho trovato nel primo libro, sono le parti con lui.
Detto questo, se al primo romanzo ho dato 4 stelle su 5, perché si, mi è piaciuto ma non mi ha dato quella particolare scintilla.
Con questo secondo romanzo, 5 stelle piene se le merita tutte!
Sarà l’argomento dei diritti della Donna o il personaggio di Hope stesso che ho amato subito, forte, schietta, diretta, sincera, onesta e leale.
Sarà che essendo i primi del 1900 ci si avvicina di più ai giorni nostri.
Sarà il personaggio di Jude, sta di fatto che con “Ci pensa il cielo”, non riuscivo a staccarmi dalla lettura.
Lettura scorrevole e piacevole, di cui volevo sempre sapere come andava avanti il capitolo.
Non ho mai trovato un attimo lento o “pesante”, ma anzi, mentre leggevo mi ritrovavo ad infervorarmi insieme ad Hope per certi comportamenti di certi “uomini”.
Ad incazzarmi, ad arrabbiarmi, ad urlare contro le pagine e voler essere dentro a quelle pagine per poter dire la mia, per poter prendere a schiaffi tutti quegli uomini che si permettevano di umiliare così le donne e prendere a sberle quelle stesse donne che invece di ribellarsi, ridevano.
Prenderle a sberle per svegliarle e dire, “Okay, hai paura, mi sta bene, posso capire. Ma almeno non ridere, perchè quella donna potresti essere tu. Dovresti cercare di combattere o chiedere aiuto a chi può aiutarti. Non ridere”.
Anche io sono in parte femminista, dico in parte, perché non condivido certe azioni di alcune che si reputano femministe e poi non fanno altro che abbassarsi al livello degli uomini e usare loro stesse la violenza. Senza contare che alcune non sanno distinguere che non tutti gli uomini la pensano allo stesso modo.
Detto questo, credo nella battaglia dei diritti per le Donne, ancora oggi purtroppo in alcune parti le Donne vengono maltrattate, e anche da noi, dove grazie alle nostre antenate abbiamo ottenuto tanto, -tra cui il diritto al voto-, purtroppo ancora oggi la Donna in molti lavori viene pagata meno rispetto ad un collega uomo. Quando molte volte la Donna fa anche più di quel collega uomo.
Mentre con il primo ho trovato alti e bassi, con “Ci pensa il cielo”, è stato un susseguirsi di colpi di scena continui, fiato sospeso e verità nascoste in parte capite da sola e in parte che mi hanno lasciato a bocca aperta!
Quindi tra personaggi come Hope e lo zio/fratello Stephen, William, Jude e company, questo romanzo si fa amare e leggere tutto d’un fiato!
L’unico difetto che posso trovare a questo libro è la copertina. Capisco il significato, ma l’avrei preferita leggermente diversa, sempre con lo stesso tema, ma diversa.
E qualche errore di battitura.
Per concludere questa recensione, un punto a favore di questo secondo volume, è anche la forte amicizia che viene descritta all’interno della storia, mentre nel primo abbiamo trovato Anna sola da quel punto di vista e credo che questa mancanza si sia sentita a mio parere.
In più, che vi piaccia o meno, i personaggi vi entreranno dentro e non potrete farci nulla.
La fine mi ha veramente commossa e mi sono ritrovata con gli occhi lucidi.
Grazia Liliana eh ç.ç
Consiglio la lettura a tutti, veramente. Riderete, sognerete, vi arrabbierete tantissimo, ma la lettura sarà veramente piacevole.”
Scritta il 7 ottobre 2018.
Voto: 5/5.

Precedente Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Successivo Puoi sentire la notte? di Paolo Costa.