Eppure li ho visti danzare di Laura Costantini.

“Restarono così, in piedi al centro della stanza, aggrappati l’uno all’altro, a respirarsi, sentirsi,
plasmarsi di carezze che erano già rimpianto di un tempo troppo breve.”

Titolo: Eppure li ho visti danzare (#2.6) di Laura Costantini.
Pagine: 26.
Editore: GoWare.
Trama: “Un invito per una serata danzante può essere un problema per uno come lord Lennox. Protagonista di pettegolezzi e, al tempo stesso, ambitissimo partito per le fanciulle di buona famiglia e scarsi patrimoni, da chi si farà accompagnare? Oppure si presenterà solo al ballo in onore del suo fin troppo intimo amico Robert Stuart Moncliff? La sorpresa testimonierà che l’amore è un diamante dalle mille sfaccettature, purché si lasci libero il cuore di seguire le proprie strade.”

“«Le storie oscure piacciono alla gente.»
«Come non ci fosse già abbastanza oscurità nella vita.»
«Proprio perché ce n’è fin troppa, alle persone piace leggere storie dove l’oscurità viene sconfitta. Dove la gente perbene soffre ma, alla fine, vince.»


Recensione: “Ogni volta che ritorno in questo mondo, una parte di me è felice perché rincontro Lord Kiran di Lennox.
L’altra parte di me invece sente la pressione, l’oppressione di una società bigotta, falsa, ipocrita, che vive solo di apparenze.
E ogni volta durante la lettura mi sento mancare il fiato.
Sento una morsa che mi opprime nel petto e vorrei solamente urlare al mondo di smetterla.
Smetterla di essere cattivi.
Smetterla di essere così bigotti, ipocriti e chiusi di mente.
E questo sicuramente è a favore dell’autrice, perché vuol dire che riesce sempre a farmi percepire la situazione che vivevano le persone tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900.
E credetemi, non è facile farmi amare un romanzo storico, sono molto difficile con questo genere.
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Ritroviamo i nostri protagonisti alle prese con le loro vite, che nel bene e nel male proseguono.
Kiran continua a vivere la sua vita liberamente e tranquillamente, fregandosene del pensiero altrui.
Odiando quelle rigide regole e imposizioni che detesta con tutto stesso.
Quello che secondo Robert è dare scandalo, per Kiran è il suo modo di essere.
Kiran sa che deve fare attenzione per non rischiare la vita, in un periodo dove si poteva morire per quello.
Per l’amare una persona dello stesso sesso, ma allo stesso tempo non mette a tacere le male lingue.
In più, continua ad aiutare le persone bisognose, perché lui non ha dimenticato quello che ha passato e sa cosa vuol dire avere bisogno e sperare in un aiuto.
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Durante questa breve novella, verrà mostrato al lettore anche uno spaccato di vita della servitù che appunto ha assunto Kiran e questo fatto l’ho apprezzato molto.
Amo la sua bontà, la sua gentilezza, la sua indipendenza e il suo essere ribelle in un modo così ottuso e chiuso.
Robert per quanto posso capire in parte le sue scelte, una parte di me continua a non riuscire a perdonargli certe scelte e certi comportamenti.
Lui ha deciso di passare la sua vita con quel peso?
Bene, ma non per questo deve farlo pesare a Kiran.
Capisco la situazione.
Capisco il non poter fare altrimenti in quella situazione.
Ma allo stesso non può stressare Kiran per fargli prendere moglie, quando lui non vuole.
Non vuole ferire una persona innocente per mantenere le apparenze.
Catherine se lo merita, ma si può dire altrettanto di una donna magari innocente?
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Una lettura breve, ma che cattura nel suo vortice il lettore.
Come sempre questa storia mi spezza il cuore, ma allo stesso tempo me lo riempie di gioia grazie alla presenza di Kiran.
Voto: 4.5/5.”

“«Hai pensato a quanto sarà umiliante per lei trovarsi tra persone che la disprezzeranno apertamente?»
«Non apertamente. Questo mondo non fa nulla apertamente. Bisbiglieranno dietro ventagli e calici di champagne, storceranno le loro boccucce e i loro favoriti. Ma saranno tutti ben consapevoli di non poter fare null’altro. E dimostrare che me ne infischio delle loro regole è la mia vittoria.»

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